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Scarpe&Scarpe chiede il concordato preventivo

La chiusura dei punti vendita per l’emergenza sanitaria Covid-19 ha dato il colpo di grazia alla catena Scarpe & Scarpe, che ha presentato istanza di concordato preventivo al tribunale fallimentare di Torino, città dove l’azienda ha la sede principale.

Secondo i sindacati, che hanno ricevuto la comunicazione ufficiale dell’istanza di concordato, lo stato di difficoltà aziendale sembra risalire a una situazione pregressa alla chiusura dei punti vendita per l’emergenza sanitaria con la previsione di mancate fatturazioni per circa 50 milioni di euro.

Sono 1.800 i dipendenti a livello nazionale nei 153 punti vendita – di cui circa 400 in Piemonte (27 a tempo determinato) – che hanno ricevuto a oggi solo il 60% della loro retribuzione del mese di febbraio e sono in attesa di percepire il saldo e i giorni lavorati a marzo.

“La gravissima situazione di emergenza sanitaria nazionale e internazionale ha messo in ginocchio tutta la distribuzione commerciale italiana, con particolare riferimento al comparto non food di cui fa parte anche Scarpe&Scarpe, società che opera nei settori calzature, pelletteria e abbigliamento sportivo e casual”, afferma l’azienda in una nota, dove si spiega che “in considerazione dello scenario e del perdurare della gravità dell’emergenza, è sorta la necessità di mettere in sicurezza l’azienda con l’unico scopo di progettare un piano di rilancio industriale al fine di garantire la prosecuzione dell’attività e le prospettive di lavoro”.

“I beni non alimentari sono i più colpiti dalla crisi e, al loro interno, i settori calzature, abbigliamento e accessori sono i più penalizzati, e sono quelli in cui opera la nostra azienda”, spiega Alessandra Miriello, Chief Financial Officer di Scarpe&Scarpe.

L’azienda, spiega Alessandra Miriello, che i dipendenti potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia” che ha prontamente attivato e che “sta già lavorando con un team di consulenti e professionisti per presentare un piano industriale e finanziario che consenta di salvaguardare la continuità aziendale nell’interesse dei creditori e delle maestranze impiegate”.

“Lungo il nostro cammino imprenditoriale abbiamo affrontato numerose sfide. Siamo fiduciosi che potremo uscire da questa crisi e siamo certi che con la collaborazione con le parti sociali, gl’Istituti di credito e i nostri fornitori, potremo ridare un nuovo impulso e una nuova ripartenza all’attività”, conclude Miriello.

Trends Reporter © riproduzione riservata

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